Cosa può fare un ragazzo appassionato di cinema quando si trova per le mani un film che non ha potuto vedere quando è uscito nelle sale e ha due ore libere? ovviamente se lo guarda!
Stavolta è stato il turno di “Amabili Resti” di Peter Jackson (King Kong, la trilogia de Il Signore degli Anelli), uscito nel febbraio 2010.
Susie Salmon (Saoirse Ronan) è stata brutalmente assassinata a soli 14 anni mentre tornava a casa da scuola “il 6 dicembre 1973″. Dopo la morte, intrappolata in una dimensione onirica dove può avere tutto ciò che vuole e che immagina, ma da cui non potrà tornare indietro, la ragazzina osserva i suoi familiari e il modo in cui tentano di superare il dolore, cercando di guidare suo padre Jack (Mark Wahlberg) e di aiutarlo a scoprire l’identità del suo assassino, il signor George Harvey (Stanley Tucci).
Tranquilli, non vi ho svelato chi è l’assassino perchè per tutto il film si sa che è lui, lo vediamo commettere l’atto, lo vediamo pensare a ciò che ha fatto, lo vediamo escogitare i suoi piani, ecc…
Dunque, il film è un nonsochè di inspiegabile, è strano!
Si passa dalla realtà in cui tutti sono tristi per la perdita della giovane Susie, al paesaggio immaginifico e incantato di quello che potremmo definire il “suo” oltremondo.
Inoltre il film è un concentrato di suspense perchè in ogni secondo del film, la vostra mente comincia a riempirsi di domande del tipo “Come finirà?”, “Lo beccheranno mai?”, “Che fine farà lei?”. E non solo domande riguardanti il film, ma la storia vi fa porre domande esistenziali. “Sarà così il paradiso?”, “Vedendo questo, cosa mi aspetta dopo?”.
Come dicevo, inspiegabile.
Comunque, il film è stato girato anche in CGI (computer generated imagery – immagini create al computer) raffigurando la “vita ultraterrena” di Susie in modo assolutamente incredibile, come se stessimo vedendo la rappresentazione chiara e astratta di un sogno. Una cosa che mi ha veramente colpito è stata l’albero al centro di questo mondo ultraterreno che stà a significare il legame con il mondo terreno, una volta superato quest’albero Susie potrà accedere al Paradiso.
L’unica cosa che mi ha un pò deluso è stato il finale che ovviamente non vi racconterò. Starà a voi giudicare.
Questo è un film come non se ne vedono spesso di questi tempi. C’è dolore, suspense, fantasia, amore, c’è proprio tutto.
Vorrei conlcudere al solito che vi consiglio caldamente questo film in grado di farvi immaginare cosa potrebbe esserci oltre e riflettere sulle ingiustizie del mondo.
Scoprite la storia di una vita e di quello che venne dopo.
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Dopo tanto parlare solo di cinema questo blog può diventare un pò noioso e monotono. Con questo articolo vado a parlare dell’altra arte che mi sta appassionando negli ultimi tempi: anime e manga.
Ho guardato e continuo a guardare diversi anime (Death Note, Bleach, ecc…)
Quello di cui voglio parlare oggi è un anime che ho da poco finito di seguire: Soul Eater.
La serie ruota attorno agli studenti della Shinigami Buki Shokunin Senmon Gakkō (chiamata più comunemente con il nome di Shibusen), una scuola professionale per meister (maestri) e le loro buki (armi demoniache che possono assumere la sembianza umana). La scuola è stata creata da Shinigami-sama, il Dio della Morte, che assolve anche alla funzione di preside.
Ogni meister combatte con una buki, sua compagna. Lo scopo finale della scuola è di mantenere la pace ed impedire che sorga un nuovo kishin: un meister demoniaco che ha quasi fatto sprofondare il mondo nel caos. A tal proposito gli studenti della scuola raccolgono le uova di kishin, che sono le anime umane malvagie, e le danno in pasto alle loro buki. Assorbite 99 anime più quella di una strega, la buki diventa un’arma potente (Death Scythe) che potrà essere usata dallo Shinigami. Ovviamente per far in modo che gli studenti siano in grado di affrontare tale compito, meister e buki frequentano la scuola e le lezioni supplementari.
Durante il loro apprendistato, gli studenti, oltre a frequentare i corsi, possono affrontare le missioni che Shinigami-sama ordina loro. Quasi sempre si tratta di fronteggiare un nemico per poi poterne mangiare l’anima.
La storia è abbastanza interessante e le ambientazioni incredibilmente suggestive e gotiche (sopratutto Death City, città della Shibusen). I personaggi, pur essendo giovanissimi hanno comportamenti molto seri e adulti ma conservano ancora la loro adolescenza. Fantastici i personaggi del Dr. Franken Stein il quale è colpito dalla Follia del Kishin (un’anima mangia anime) e mostra segni di sbandamento e debolezza e di Shinigami-sama, figura benevola e inquietante ma coraggiosa e potente (se s’incavola sono ca… per tuttiXD).
La serie dura 51 episodi e verrà trasmesso in italia su Rai 4 a settembre 2010.
Mi raccomando, ve lo consiglio. GUARDATELO!
“Kensei naru tamashi wa, kensei naru seishinto, kensei naru nikkutainiadoru” (L’anima perfetta abbracciata a uno spirito perfetto e ad un corpo perfetto).
Fatevi un’idea guardando la prima sigla originale!
Recentemente “L’Espresso” e “La Repubblica” hanno dato inizio a una collana di DVD molto interessante: Sounds For Silence – Capolavori del cinema muto con musica d’autore.
Di quello di cui sono entrato in possesso, finora, il più incredibile e commovente per me è stato “Metropolis” di Fritz Lang, datato 1927.
“Ben prima di George Orwell e del suo romanzo 1984, Lang ipotizza un possibile 2026, esattamente 100 anni di distanza da quello di produzione del film, nel quale le divisioni classiste sembrano accentuarsi; negli sfavillanti grattacieli di Metropolis, infatti, vivono gli industriali, i manager, i ricchi e nel sottosuolo vivono gli operai confinati in un ghetto, di cui i ricchi sembrano neanche ricordarsi; il capo di tutto questo è l’imprenditore-dittatore John Fredersen (Alfred Abel), che vive in cima al grattacielo più alto, quello coi rostri come piste di atterraggio per aerei (abbastanza evidente è il richiamo al Chrysler Building di New York); suo figlio Freder (Gustav Frölich) vive in un irreale giardino dell’Eden, popolato da sensuali fanciulle. Improvvisamente irrompe nel giardino l’insegnante e veggente Maria (Brigitte Helm), accompagnata dai figli degli operai, che lo invita a guardare i “suoi fratelli”, in un forte campo-controcampo a 180º.
Freder rimane così colpito dalla visita di questa donna che decide di visitare il sottosuolo e immediatamente si rende conto delle condizioni disumane in cui sono costretti a lavorare gli operai, i quali anche se stremati non possono commettere il minimo errore pena l’esplosione della macchina di cui si occupano e la morte dei meno fortunati, evento a cui Freder assiste. Ancora in preda alle allucinazioni, dovute allo scoppio e ai fumi fuoriusciti, vede la macchina come un grande Moloch che ingoia le sue vittime umane (il riferimento è al film Cabiria, del 1914); sconvolto da tanto orrore e brutalità decide di parlarne con suo padre per far cambiare le cose.
Il padre si preoccupa solo della minaccia che l’incidente può costituire per il suo potere” (da Wikipedia).
Il film pur essendo realizzato in tempi così lontani dal 3D e dalla CG (computer graphic), riesce a toccare temi essenziali quali lo sfruttamento operaio, il totalitarismo, il lavoro per la prosperità della città, pur trovandosi in tempi drammatici come gli Anni ’20-30.
Questo film è una pietra miliare per il cinema internazionale ma purtroppo diverse scene sono andate ormai perdute e quello che ci è arrivato fino ad ora non è tutto ciò che Lang aveva creato. Sicuramente ci saranno state diverse grandiose scene che a causa del tempo non arriveremo mai a vedere.
Per quanto riguarda la mia opinione, trovo assolutamente straordiniario quanta cura e tecnologia possedeva il cinema in quel periodo per realizzare ciò che è stato un cambiamento, non solo per il cinema stesso, ma per la società del periodo. Infatti Luis Buñuel ha affermato: “Un film retorico, banale, pesante, intriso di romanticismo superato… ma se opponiamo alla storia la fotogenia plastica del film, allora reggerà qualsiasi confronto, ci sconvolgerà come il più bel libro d’immagini mai visto”.
Perfino Adolf Hitler amava Metropolis e lo considerava uno dei suoi film preferiti, come altre opere di Lang.
Altrettanto favolose le musiche del compositore moderno Giorgio Moroder che ha saputo comporre una colonna sonora incredibilmente emozionante.
Grande capolavoro di fantasia è questa magica storia immaginifica portata sul grande schermo da Terry Gilliam (“I Fratelli Grimm e L’Incantevole Strega”, “Paura e Delirio a Las Vegas”).
“Il film narra la storia del Dottor Parnassus (Christopher Plummer), affiancato da Anthony “Tony” Shepherd (Heath Ledger); quest’ultimo si trova ad affrontare un viaggio magico in uno specchio che il Dottor Parnassus ha avuto grazie ad un patto con il diavolo Mr. Nick (Tom Waits), il quale pretende l’anima della giovane Valentina (Lily Cole), figlia di Parnassus” (grazie a Wikipedia.it per la recensione).
Nel cast figurano anche Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law che rappresentano le tre trasformazioni di Tony nelle varie dimensioni dello specchio di Parnassus a causa della tragica morte di Ledger, che ha creato baraonda negli studi tra cambiamenti di scenografie e sospensioni e riavvi del film. 
Terry Gilliam aveva in mente Parnassus già da un pezzo: dopo aver diretto Tideland che è passato quasi inosservato negli Stati Uniti, il regista ha iniziato alla lavorazione del film a fine 2007.
Il film è colmo di effetti speciali assolutamente grandiosi che vanno al di là di qualsiasi aspettativa. Grandiose le scene dentro lo specchio che mostrano l’immaginazione di coloro che vi entrano.
La storia è qualcosa di assolutamente nuovo e colmo di suspense. Forse l’unico piccolo difetto (anche se non vorrei usare questo termine per un film di questo calibro) è il finale in quanto un po’ veloce nel susseguirsi degli avvenimenti.
In conclusione direi che il film regala emozioni che pochi film della nostra era sanno dare e che dà al pubblico il messaggio che siamo in grado di viaggiare con la mente in posti che sono solo nostri, gioiosi, immaginifici, ma pur sempre pieno di insidie.
“Nulla è per sempre. Neanche la Morte!” (Johnny Depp interpretando Tony).
Ve lo consiglio caldamente.
Chi non si è sconquassato dalle risate vedendo Lord Casco fare un volo pazzesco alla “VELOCITA’ SMODATA”? Direi che la maggior parte di persone dai 25 anni in giù conosce il film del maestro della comicità americana Mel Brooks, “Balle Spaziali”.
Il film nasce come parodia della celebre saga di “Star Wars” (Guerre Stellari), infatti, tutti i personaggi hanno sembianze caricaturali dei protagonisti originali.
La cosa che il film prende più in giro è il commercialismo di un film per mezzo di gadget o il fatto che esistano “cassette istantanee” del film prima ancora che venga girato. Ed è davvero simpatica come cosa. Bello!
Bellissima la scena che potete trovare nel link http://www.youtube.com/watch?v=Z1ibGeQOzDI.
“Balle Spaziali” è un esempio di come la comicità spicciola può far morire dalle risate. Un film perfetto per passare una tranquilla serata di risate con gli amici!!
Lo consiglio caldamente a chi come me spara battute (anche se non riescono e se sono stupide) per il gusto di farlo!!
E ricordate…CHE LO SFORZO SIA CON VOI!
Questa sera sono andato al cinema e ho visto uno dei film che ha fatto più successo: Scontro tra Titani di Louis Leterrier.
Il film ha fatto molto parlare (come un “Alice” o un “AVATAR”) soprattutto per la tecnologia 3D. Io non ho avuto il piacere di vedere il film nella terza dimensione, ma da ciò che ho visto credo che avrebbe meritato.
Il film segue le vicende dell’eroe mitologico (sei)Perseo(trentaseo) XD (Sam Worthington), figlio di Zeus (Liam Neeson) che cerca vendetta contro Ade (Ralph Fiennes) che uccise casualmente la sua famiglia.
Scorpioni giganti, guerrieri di legno, Medusa, Parche e Kraken tutti insieme per un mix di effetti speciali e azione pura.
Il film è molto interessante dal punto di vista artistico e fotografico (particolare, la figura di Caronte, uno scheletro attaccato alla barca dei morti) ma un pò meno dal punto di vista della sceneggiatura che, per quanto “suspensosa” fosse, propone discorsi un pò scontati.
Dopo l’uscita internazionale del film fu annunciato che sarebbe stato realizzato un seguito entro il 2012, con Louis Leterrier non più alla regia ma relegato alla produzione esecutiva.
Consiglio di andarlo a vedere, non tanto perchè è un film da non perdere, ma più che altro per passare una tranquilla serata isolati nel buio della sala.
Salve.
Questo è un blog che si concentrà sulla settima arte, nonchè la mia grande passione: il cinema.
Spero di dilettarvi con le mie recensioni, le mie opinioni su film vecchi e nuovi di tutti i generi. Ogni tanto scriverò qualche pensiero personale. So, welcome to the asylum!
